Salute

 
 
 
 
 

INDICE:

1- Calcolosi delle vie urinarie nel bulldog inglese.

2- Predisposizione di razza alle malattie.

3- Sindrome Brachicefalica.

4- Sviluppo Comportamentale nel Bulldog inglese.

 

1- Calcolosi delle vie urinarie nel bulldog inglese.

L'urina del cane è una soluzione complessa che permette ad alcuni sali di restare disciolti nel mezzo in condizioni di sovrasaturazione. Tuttavia, l'urina sovrasatura ha sempre in sé la potenziale capacità di precipitare o la tendenza a fare aggregare i sali presenti in soluzione formando dei cristalli. Se i cristalli, continuano ad aggregarsi fra di loro e non vengono eliminati con l'urina, si potranno formare i cosiddetti “uroliti” o “calcoli”. Tali uroliti possono ledere la mucosa delle vie urinarie, provocare fenomeni infiammatori e predisporre la mucosa stessa a gravi infezioni batteriche. I riscontri più comuni sono rappresentati da ematuria e disuria. Se, uno o più uroliti si fermano nell'uretra, si può determinare un blocco dell'urinazione, la quale rappresenta un'emergenza medica e chirurgica.

Nel cane la diffusione della calcolosi è verosimilmente attestata tra 0,5 e il 3% della popolazione.

Il bulldog, con il bassotto, il basset hound e lo Yorkshire, è la razza più predisposta alla calcolosi da cistina e, dopo il dalmata, la razza più predisposta alla calcolosi da urati.

La causa primaria responsabile della formazione dei calcoli di cistina è la cistinuria, una disfunzione ereditaria del riassorbimento dell'aminoacido cistina da parte dei tuboli renali.

I bulldog cistinurici riassorbono una percentuale di cistina molto più piccola di quella filtrata dal glomerulo renale ed alcuni possono perfino avere una secrezione netta di cistina. Inoltre, la presenza di condizioni favorevoli, come il ph acido dell'urina, porta la cistina ad organizzarsi prima in cristalli e poi in calcoli.

I calcoli di cistina vengono riscontrati con maggior frequenza nei maschi (>90%)poiché maggiore è la difficoltà di espellere calcoli di una certa grandezza attraverso l'uretra maschile che, delimitata dall'osso del pene, ha minore possibilità di espansione rispetto a quella della femmina.

I calcoli di cistina compaiono anche in cani molto giovani, di età media compresa tra i 2 e i 5 anni e l'incidenza di questa patologia nel Regno Unito è di 10 volte superiore a quella riscontrata negli Stati Uniti, a causa probabilmente della grande diffusione che hanno in quel Paese le razze maggiormente esposte.

I consigli medici per ottenere il dissolvimento di questo tipo di calcoli senza ricorrere all'intervento chirurgico e per prevenirne il riformarsi comprendono una riduzione dell'apporto proteico con una dieta commerciale specifica, l'alcalinizzazione dell'urina e la somministrazione di farmaci contenenti tioli. Il ph dell'urina dovrebbe essere mantenuto intorno a valori di 7,5, somministrando, se necessario, del citrato di potassio per via orale. I farmaci a base di tioli e nello specifico a base di tiopronina non sono attualmente disponibili in Italia e con difficoltà bisogna procurarli in Francia con il nome commerciale di Acadione.

La calcolosi da urati o iperuricosuria (HUU) colpisce per il 60% dei casi cani dalmata a seguito di un loro difetto metabolico particolare, in conseguenza del quale la trasformazione a livello epatico dell'acido urico in allantoina è rallentata, portando questo ad una maggiore escrezione di urati nelle urine.

Oltre al dalmata anche il bulldog inglese è predisposto all' insorgenza della HUU a causa di una disfunzione ereditaria. Tale calcolosi può essere anche una conseguenza di epatopatie primarie, che provocano un aumento dell'escrezione renale di urati d'ammonio.

Anche la iperuricosuria è più frequente nei soggetti maschi (>85%) con una età media di 5 anni.

Il dissolvimento dei calcoli di urati non associati a insufficienza epatica dovrebbe prevedere una dieta a basso contenuto di proteine, la produzione di un'urina alcalina e la somministrazione di un farmaco a base di allopurinolo che riduce le concentrazioni sieriche e urinarie di acido urico.

Per entrambi i tipi di calcolo, spesso, la terapia medica non risolve la patologia e bisogna ricorrere all'intervento chirurgico e a controlli periodici. I calcoli si riformano nel 25% dei bulldog e non è evenienza rara che in un singolo soggetto possano riformarsi anche tre o più volte nel corso della vita, con grande frustazione da parte del proprietario.

Fortunatamente la ricerca scientifica sempre più avanzata ci offre la possibilità di ottenere sofisticate soluzioni per quanto riguarda la prevenzione della iperuricosuria e della cistinuria; abbiamo ora a disposizione test del DNA finalizzati allo studio della predisposizione e della trasmissione dei geni responsabili.

Entrambe le malattie sono genetiche autosomali recessive per cui, per manifestarsi, entrambi i geni che determinano quel carattere devono essere mutati. I test genetici ci permettono di dividere i nostri bulldog in tre categorie: i clears o sani che non hanno alcuna mutazione sui geni responsabili della malattia, i carriers o portatori sani che presentano la mutazione in eterozigosi e gli affecteds o malati che presentano la mutazione in omozigosi.

Nel Regno Unito, a partire dal 2011 il Kennel club ha reso fruibile un database dei bulldog testati per l'iperuricosuria e lo Junior Bulldog Club ha avviato una campagna di sensibilizzazione per la prevenzione attraverso seminari e la divulgazione di come il problema si trasmetta alla progenie.

Attualmente sono stati inseriti nel database 219 bulldog di cui 135 clears (61,6%), 77 carriers (35%) e 10 affecteds (4,5%). Tra gli affecteds l'80% sono femmine, quindi soggetti testati che probabilmente non avranno alcuna sintomatologia nelle loro vita; presumo quindi che la stessa percentuale di soggetti possa essere costituito da maschi non testati perché già affetti dalla malattia. La percentuale degli affecteds con quest'ultimi potrebbe quindi salire al 7-8%.

In Italia non è attualmente disponibile il test genetico per HUU, quindi per testare i nostri bulldog possiamo rivolgerci ai laboratori tedeschi Laboklin inviando un campione di sangue da testare.

L'italiana Vetogene ha recentemente messo a disposizione un test genetico nei confronti della cistinuria congenita, patologia che in Italia potrebbe essere più diffusa dell'iperuricosuria.

Parlando da veterinario, mi sento di consigliare vivamente questi test sui nostri riproduttori perché la selezione deve riguardare prima di tutto l'eliminazione di queste patologie.

Tramite questi test possiamo programmare i giusti accoppiamenti secondo quanto segue:

clear X clear = 100% cuccioli clears (accoppiamento consigliato)

clear x carrier = 50% cuccioli clears + 50% cuccioli carrier (accoppiamento consigliato, testare tutti i cuccioli)

clear X affected = 100% cuccioli carriers (accoppiamento consigliato)

carrier x carrier = 50% carriers, 25% affecteds e 25% clears (accoppiamento sconsigliato)

carrier x affected = 50% affecteds e 50% carriers (accoppiamento sconsigliato)

affected x affected = 100% affecteds (accoppiamento sconsigliato)

L'interesse verso queste patologie è molto alta in Italia e il Circolo Italiano Bulldog ha dedicato gran parte della giornata sulla salute del 29-09-2012 alla relazione della Prof.ssa Paola Scarpa dell'Università Veterinaria di Milano, la quale ha presentato dei casi clinici di calcolosi urinaria nella nostra razza, le difficoltà nella diagnosi e nel trattamento.

La cistinuria e la iperuricosuria sono malattie che possono compromettere la funzionalità del bulldog, per cui l'allevatore che vende un soggetto malato potrebbe incorrere nel vizio redibitorio con tutti i problemi che ne intercorrono.

Naturalmente la garanzia di vendere un cucciolo esente da tale malattia apporta un indiscusso valore aggiunto all'allevamento e alla serietà dell'allevatore.

Io stesso, come allevatore, posso assicurare che consegnare ai futuri proprietari cuccioli testati verso patologie genetiche da' grande soddisfazione e serenità.

Dr. Bruno Zizioli (Medico Veterinario, ZIZIBULL Kennel )

2- Predisposizione di razza alle malattie.

E' risaputo che tutte le razze di cani hanno patologie alle quali sono particolarmente predisposti. Negli ultimi anni, tali predisposizioni sono state poste sotto il riflettore a tal punto che, in UK, il kennel club ha riscritto le regole per la registrazione, l'allevamento e l'expo.

La predisposizione di razza è definita come ”un rischio aumentato per una determinata condizione in una razza”. Questo non significa che le predisposizioni di razza siano necessariamente malattie ereditarie, sebbene molte lo siano. Infatti, per esempio, gli usi per la quale la razza è stata selezionata possono influenzare la predisposizione verso determinate patologie.

Ogni animale è dotato di un numero grandissimo di cellule che raggruppate costituiscono tessuti, formano organi e apparati anatomici. La cellula ha una vita sua propria in quanto capace di nutrirsi, respirare e moltiplicarsi; in essa è presente il nucleo, entro il quale sono ubicati i cromosomi. I cromosomi sono fondamentalmente costituiti da proteine e da DNA depositario dell'intero patrimonio ereditario. Ogni frammento più o meno lungo delle molecola di DNA corrisponde ad un “gene”. I cromosomi nel nucleo sono disposti a coppie in un numero specifico per ogni singola specie: nel cane ci sono 78 cromosomi, cioè 39 coppie di cromosomi detti omologhi. L'unica coppia di cromosomi che può essere differente è quella dei cromosomi sessuali che, a seconda del sesso dell'individuo, può essere XX nella femmina e XY nel maschio. Tutte le cellule somatiche di un organismo possiedono lo stesso numero di cromosomi e sono uguali in tutti i tessuti.

Come detto, i cromosomi sono posti in coppie; quelli di ogni coppia (omologhi) sono uguali tra di loro e quindi contengono gli stessi geni allineati allo stesso modo e posto (locus). Si stima che nel cane siano presenti tra i 35.000 e i 40.000 geni.

Tali geni presenti nel medesimo locus della coppia di cromosomi omologhi, influenzano lo stesso carattere, da soli o con la partecipazione di altre coppie di geni. I membri di ciascuna coppia di geni, presenti nello stesso locus dei due cromosomi omologhi, possono essere uguali oppure differenti . Ogni variante del medesimo gene di ogni coppia genica è chiamato allele: ogni individuo è sempre dotato per lo stesso carattere di due alleli, che possono essere,appunto, uguali o diversi. Spesso, fra i due alleli che si riferiscono alla stesso locus e che influenzano lo stesso carattere, uno risulta dominante e i suoi effetti nascondono i possibili effetti dell'altro allele, che viene pertanto chiamato recessivo. Analogamente i caratteri che corrispondono ai due alleli si dicono rispettivamente carattere dominante e carattere recessivo.

Le cellule germinali, spermatozoi e ovulo femminile, sono le uniche che presentano nel nucleo un solo cromosoma al posto di ciascuna coppia originale. In tali gameti il numero di cromosomi è ridotto a metà rispetto a quello delle cellule somatiche , questo perché con la fecondazione si possa ristabilire il numero di cromosomi caratteristici della specie. Il processo che porta alla divisione del numero di cromosomi nelle cellule germinali si chiama meiosi ed esso è il momento cruciale della trasmissione ereditaria.

Le possibili alternative con cui un carattere ereditario si manifesta dipendono essenzialmente dal rimescolamento dei geni che si verifica nel corso della meiosi e dal loro appaiamento nella successiva fecondazione. Se i due alleli, quello paterno e quello materno, ricevuti dai figli sono uguali, si parla di condizione omozigote, mentre se i due alleli sono diversi si parla di condizione eterozigote.

La variabilità genetica all'interno di una popolazione è essenzialmente determinata dagli accoppiamenti casuali che assicurano continue nuove combinazioni alleliche in ciascuna generazione.

E' importante sottolineare che la forte spinta selettiva operata dall'uomo nei confronti degli animali d'interesse economico e zootecnico, compresi quindi i cani di razza, ha condizionato la possibilità dell'accoppiamento casuale, tanto che il grado di variabilità genetica in molte razze è progressivamente diminuito.

Inizialmente la selezione era volta verso caratteristiche pratiche, come la velocità, la capacità di radunare il gregge, l'abilità nella caccia; con il tempo la selezione cambiò verso i tratti estetici, creando razze di cani da compagnia adatte all'ambiente umano. Quando le pratiche di allevamento furono raffinate e la genetica scoperta, il ricorso all'imbreeding permise il fissaggio delle caratteristiche desiderate. Sfortunatamente l'imbreeding riduce la variabilità genetica dentro una razza e tende ad accentrare la presenza di geni recessivi deleteri, che possono essere causa di malattie genetiche.

La malattia genetica è un'alterazione del patrimonio genetico che coinvolge il DNA delle cellule germinali e viene poi trasmessa da una generazione all'altra.

Si distinguono le malattie genetiche poligeniche, ovvero legate ad alterazioni di più geni o parte di essi, e monogeniche, in cui è sufficiente la mutazione di un unico gene perché il fenotipo cambi. I caratteri poligenici sono però meno ereditabili rispetto a quelli monogenici poiché la loro trasmissione appartiene alla genetica quantitativa, in cui la determinazione del fenotipo è influenzata in modo decisivo dall'ambiente; per esempio la displasia dell'anca, nella quale l'alimentazione, l'attività del soggetto, il peso e la morfologia possono determinarne la manifestazione clinica.

La maggior parte delle malattie genetiche riconosciute nel cane sono monogeniche autosomiali recessive, il che porta alla difficoltà di identificarle ed eliminarle nei programmi di allevamento. Grande importanza hanno i maschi, soprattutto i campioni che effettuano numerose monte e quindi sono responsabili della trasmissione di eventuali geni negativi nella loro diffusa prole. L'imbreeding comunque è necessario per concentrare i geni desiderati e, promuovendo l'omozigosi, permette lo smascheramento dei geni deleteri manifestandoli. Questo permette poi di eliminarli nelle generazioni successive.

Lo studio del genoma canino è iniziato negli anni novanta, con il “Dog Genome Project”, consorzio che ha permesso ai ricercatori di mappare, cioè sequenziare le basi nucleotidiche e di studiare così le patologie ereditarie.

Lo studio del profilo genetico è oggi obbligatorio per tutti i soggetti che rientrano nella riproduzione selezionata, permettendone l'identificazione. Tramite tale studio si è potuto mettere a punto alcuni test genetici per identificare le patologie, con essi è possibile individuare i portatori asintomatici , in modo che possano essere correttamente utilizzati nella riproduzione, incrociandoli con soggetti sani. Inoltre, nel caso di patologie ad insorgenza tardiva, i test genetici, ci permettono di identificare prima della sintomatologia i soggetti affetti, escludendoli dalla riproduzione.

Nella specie canina si riconoscono ogni anno 5-10 nuove patologie ereditarie e attualmente se ne contano circa 500. Quando si sospetta una patologia ereditaria, è necessario valutare con attenzione l'anamnesi remota e l'intero gruppo familiare (fratelli, genitori, nonni ) dal punto di vista sia clinico che genetico.

Nell'elenco seguente sono riportate le patologie predisponenti nella razza Bulldog Inglese:

Condizioni cardiovascolari:

•  Stenosi della valvola aortica: malattia congenita, ad eredità autosomiale dominante oppure poligenica; il bulldog presenta un rischio relativo 5 volte superiore alla popolazione canina generale. Non vi è predilezione di sesso.

•  Stenosi della valvola polmonare: terza più frequente malattia congenita del cuore nella popolazione canina, probabilmente ad ereditarietà poligenica, può essere associata all'anormale sviluppo delle arterie coronariche, nel bulldog il rischio relativo è di 12,9 volte superiore alla media generale.

•  Tetralogia di Follot: congenita ma piuttosto rara. 

• Difetto del setto ventricolare: rischio di 5 volte superiore nel bulldog rispetto alla popolazione canina generale, non c'è predilezione di sesso.

Condizioni dermatologiche:

•  Alopecia stagionale dei fianchi: si presume una causa genetica. L'alopecia inizia a 2-4 anni di età ed è localizzata ai fianchi e si presenta in autunno e primavera.

•  Demodicosi: il bulldog è la decima razza con il più alto rischio statistico verso questa malattia in USA. E' una condizione piuttosto comune nei soggetti giovani con la forma localizzata e non c'è predisposizione di sesso. La patogenesi non è del tutto chiara; concorrono fattori genetici e immunologici. L'incidenza nella razza può variare dalla localizzazione geografica.

•  Iperestrogenismo: per eccesso di ormoni sessuali si hanno manifestazioni dermatologiche; è piuttosto rara e colpisce femmine vecchie e non sterilizzate.

•  Intertrigo: sono interessate in particolare le pliche facciali e quelle della coda soprattutto se a cavaturacciolo e incarnita.

•  Acne: caratterizzata da foruncolite/foruncolosi sul mento o sulle labbra, nella patogenesi giocano un ruolo determinante lo sfregamento del muso con conseguenti traumi, ormoni e fattori genetici.

•  Pododermatite/cisti interdigitali: colpisce bulldog di ogni età e sesso anche se i maschi sono più predisposti; vengono colpiti principalmente gli arti anteriori.

•  Linfoedema primario: senza predisposizione di sesso, si vede in certe linee di sangue dove una congenita forma di edema linfatico può essere presente alla nascita o poco dopo, soprattutto agli arti.

Condizioni endocrine:

•  Ipotiroidismo: sindrome dovuta all'insufficiente elaborazione o secrezione degli ormoni tiroidei. Il bulldog è una razza ad alto rischio e può colpire soggetti giovani di 2-3 anni. Il rischio aumenta nei soggetti maschi e femmine sterilizzati.

Condizioni gastrointestinali:

•  Palato molle: congenito, probabile ereditarietà autosomiale recessiva.

Condizioni ematologiche/immunologiche:

•  Emofilia A: grave deficit del fattore plasmatico di coagulazione VIII, familiare nel bulldog

Condizioni muscolo scheletriche:

•  Lussazione congenita del gomito: patologia ereditaria anche se la componente nutrizionale, ambientale ed il rapido accrescimento possono giocare un ruolo fondamentale; è una malattia poligenica, quindi espressione della interazione di più componenti geniche. Compare tra i 4-6 mesi di età.

•  Rottura del legamento crociato craniale: frequente causa di zoppia degli arti posteriori. I soggetti sterilizzati e vecchi sono maggiormente predisposti. Nel bulldog la possibilità che si rompa il crociato è 2,17 volte superiore rispetto al totale della popolazione canina (odds ratio).

•  Emivertebre: anomalia congenita

•  Displasia dell'anca: molto comune, odds ratio di 1,27, genotipo e ambiente giocano un ruolo fondamentale. Fattori come l'alimentazione, la velocità di accrescimento, l'esercizio fisico o eventuali traumi possono condizionare lo sviluppo della displasia; la componente genetica è controllata da un insieme di molti geni, ereditarietà poligenica dominante a penetranza incompleta.

•  Panosteite eosinofilia o enostosi: patologia autolimitante ad eziologia sconosciuta. I giovani maschi sono predisposti, evoluzione generalmente favorevole, odds ratio di 1,9

•  Lussazione mediale della rotula: condizione frequente, odds ratio di 6,1

•  Osteocondrosi: disturbo trofico localizzato alle cartilagini articolari o in accrescimento. I maschi sono predisposti, compare tra i 5-12 mesi, odds ratio molto elevata di 44,2.

Condizioni neoplastiche:

•  Istiocitoma cutaneo: razza a rischio. Età media di 3,6 anni anche se il 50% dei casi sono sotto i 2 anni; sono colpiti soprattutto testa, orecchie e arti.

•  Chemodectoma: più comune neoplasia della base del cuore; si osserva più frequentemente nelle razze brachicefale come il bulldog e i vecchi maschi sono predisposti.

•  Limfoma cutaneo: razza a rischio, età media 9,6 anni.

•  Linfoma: neoplasia linfoide maligna che si può sviluppare in vari organi come i linfonodi, fegato e milza. Il bulldog è una razza a rischio e la maggior parte dei casi si manifesta tra i 6-7 anni

•  Mastocitomi: neoplasie della cute, si può avere ad ogni età ma normalmente si vede in soggetti vecchi. Le aree predisposte sono gli arti posteriori, il perineo e lo scroto.

Condizioni neurologiche:

•  Sordità congenita: la prevalenza nel bulldog non è conosciuta. La trasmissione genetica non è chiara; nella popolazione canina è associata al mantello bianco e alla eterocromia dell'iride.

•  Discospondilite: infezione del disco intervertebrale e dei corpi vertebrali adiacenti. E' una patologia rara che colpisce soggetti di giovane o media età. I maschi sono più colpiti delle femmine, odds ratio 3

•  Spina bifida: congenita, forse per un gene autosomico recessivo; l'anomalia deriva da una mancata fusione durante il periodo embrionale delle due metà del processo spinoso delle vertebre; condizione rara.

Condizioni oculari:

•  Distichiasi: presenza di una seconda fila di ciglia (ciglia ectopiche) che fuoriescono dalle aperture delle ghiandole di Meibonio, è una affezione congiuntivale, probabilmente ereditaria.

•  Ectropion: arrovesciamento in fuori della palpebra, probabilmente ad ereditarietà poligenica.

•  Entropion: arrotolamento del margine libero della palpebra verso la cornea, probabilmente ad ereditarietà poligenica; più spesso colpisce la palpebra inferiore.

•  Cheratongiuntivite secca: infiammazione progressiva della cornea e della congiuntiva causata da una carenza della componente acquosa del film lacrimale.

•  Prolasso della ghiandola della membrana nictitante (cherry eye): razza ad alto rischio, normalmente si verifica tra i 2 mesi e i 2 anni di vita.

•  Macroblepharon: eccessiva lassità della palpebra inferiore, generalmente associata nelle razze brachicefale ad esoftalmo (protusione del globo oculare); evolve in cheratopatie e nei casi gravi al “diamond eye”. Probabile eredità genetica.

•  Displasia della retina: eccessiva differenziazione della retina alla nascita, patologia congenita; è sospettata una ereditarietà autosomiale recessiva.

Condizioni psicologiche:

•  Acondroplasia: nanismo genetico; sono colpiti gli arti e il cranio.

Condizioni renali e urinarie:

•  Uretere ectopico: può essere uni o bilaterale, provoca incontinenza, è comunque una malformazione congenita molto rara e soprattutto colpisce le femmine. Si diagnostica entro 1 anno di età.

•  Sacrocaudal dysgenesis: condizione ereditaria muscolo scheletrica dove le vertebre sacrali e della coda non sono sviluppate correttamente. Sono segnalati rari casi.

•  Prolasso dell'uretra: protusione della mucosa uretrale oltre l'estremità del pene, relativamente frequente nel bulldog, colpisce i maschi soprattutto giovani dai 4 mesi di età fino ai 5 anni.

•  Fistola uretrorettale: è una rara condizione congenita che si riscontra principalmente nel bulldog. Colpisce più frequentemente i maschi rispetto alle femmine.

•  Cistinuria: disfunzione ereditaria del riassorbimento dell'aminoacido cistina da parte dei tuboli renali. I bulldog presentano calcoli di cistina con una frequenza 32 volte maggiore rispetto alle altre razze e la probabilità che in caso di calcoli essi siano da cistina risulta di 154 volte maggiore rispetto alle altre razze. Principalmente colpisce maschi con età di 2-5 anni; ereditarietà autosomiale recettiva con due mutazioni in omozigosi del gene SLC3A1.

•  Iperuricosuria: disfunzione ereditaria con formazione di calcoli da urati in vescica. E' più frequente nei soggetti maschi (>85%) con una età media di 5 anni; ereditarietà autosomiale recettiva con una mutazione in omozigosi del gene SLC2.

Condizioni riproduttive:

•  Criptorchidismo: difetto di migrazione di uno o dei due testicoli nello scroto; ereditarietà autosomiale recessiva, piuttosto frequente nel bulldog.

•  Distocia: il bulldog è una razza predisposta ad una distocia da ostruzione per la strettezza del canale pelvico della madre in rapporto alle dimensioni dei cuccioli.

•  Prolasso o iperplasia della vagina: prevalentemente colpisce femmine giovani durante il proestro tra il primo e il terzo calore.

Condizioni respiratorie:

•  Ipoplasia della trachea: condizione frequente; il 55 % dei casi di ipoplasia della trachea riguardano il bulldog che ha il rapporto diametro trachea / diametro ingresso torace più basso di tutte le razze.

•  Sindrome brachicefalica: conseguenza della selezione delle caratteristiche facciali ipertipiche: narici strette, palato molle eccessivo, stress respiratorio che può essere associato ad un edema polmonare non cariogeno. L ‘aerofagia associata a questa condizione può dare eccessiva flatulenza.

Molto importante è conoscere le malattie predisponenti nel bulldog poiché permette al veterinario e all'allevatore di avere gli strumenti e le misure preventive per ridurre il rischio di malattia.

E' fondamentale poter sottoporre i propri soggetti ai test genetici sul DNA, sebbene questi possano essere utilizzati solo verso le patologie monogeniche. Sarebbe altresì auspicabile pianificare programmi di screening e creare una banca dati nazionale che permetta il calcolo del coefficiente d'imbreeding per poter misurare la consanguineità dei soggetti che si intende utilizzare in riproduzione, come sta perseguendo il Kennel club con successo.

Dr. Bruno Zizioli (Medico Veterinario, ZIZIBULL Kennel )

 

3- Sindrome Brachicefalica nel Bulldog Inglese

Con sindrome brachicefalica si indica una sindrome respiratoria ostruttiva delle vie aeree superiori causata dalla presenza di anomalie tipiche delle razze brachicefale.

Le razze brachicefale presentano una conformazione del cranio definita a “muso schiacciato”, con le ossa del cranio che si sviluppano normalmente in larghezza ma non altrettanto in lunghezza.

I tessuti molli delle canne nasali e del palato si sviluppano invece con dimensioni normali e devono quindi essere compressi in una struttura più piccola.

Le alterazioni anatomiche relative a questa situazione sono: stenosi delle narici, ipertrofia della mucosa dei turbinati, ipertrofia della base della lingua, allungamento del palato molle, eversione dei ventricoli laringei, eversione delle tonsille. Di solito queste alterazioni sono presenti contemporaneamente nel soggetto affetto e, tal volta, accompagnate anche dall'ipoplasia della trachea che aggrava sensibilmente la situazione.

Questo quadro costringe il cane affetto a compiere uno sforzo inspiratorio notevole a seguito della difficoltà di passaggio dell'aria attraverso le sopracitate strutture strette e compresse.

Inizialmente, tale sforzo inspiratorio provoca l'infiammazione e l'edema della mucosa laringea che restringe ulteriormente il lume respiratorio. Successivamente si può verificare l'eversione dei ventricoli con formazione di sacculi laringei che riducono il diametro della glottide; questo rappresenta il primo stadio di un collasso laringeo.

La sintomatologia della Baos è caratterizzata da respiro russante, rumoroso e difficoltoso. Il soggetto affetto presenta una scarsa resistenza all'esercizio, apnee da sonno dovute al rilassamento dei tessuti molli e una maggior predisposizione a bronchiti e polmoniti.

Con il peggioramento e la cronicizzazione della sintomatologia si può arrivare ad avere svenimenti, cianosi, dispnea e sincopi.

In Gran Bretagna, a seguito di un'enorme popolarità delle razze brachicefale, che colloca il bulldog francese al terzo posto, il carlino al quinto e il bulldog inglese al settimo posto nel numero di cuccioli registrati annualmente al Kennel club, la prevenzione della Baos è diventata una priorità.

Da uno studio condotto dal British Veterinary Association, il 58% dei proprietari di razze brachicefale identifica i segni clinici della BAOS dei propri cani come «NORMALI PER LA RAZZA». Questa percezione di «NORMALITA'» è estremamente pericolosa poichè determina l'alta prevalenza di segni clinici cronici di BAOS, cioè di alta prevalenza di situazioni spesso intrattabili e incurabili.

Necessario, quindi, da parte del British Veterinary Association e del Kennel club attuare un piano di prevenzione che coinvolga i veterinari attraverso test specifici per la diagnosi di Baos, gli allevatori attraverso l'esclusione dei soggetti moderatamente e gravemente affetti dai piani di selezione, i giudici attraverso il monitoraggio della problematica nei dog show ed infine i nuovi proprietari di razze brachicefale attraverso la consapevolezza alla predisposizione.

Da circa due anni l'Università Veterinaria di Cambridge ha messo a punto una serie di test diagnostici della Baos.

Il primo è un test funzionale basato sulla valutazione dei sintomi respiratori prima e dopo un esercizio consistente in 3 minuti di camminata alla velocità di 4-5 miglia/ora (6-8 Km/ora).

I soggetti vengono classificati dal grado 0 al grado 3 in base alla presenza o meno della sintomatologia. Il grado 0 e 1 è per i soggetti che alla visita sia pre che post esercizio non presentano rumori respiratori e sforzi inspiratori.

Il grado 2 e 3 è per i soggetti che presentano alla visita, sia pre che post esercizio, rumori respiratori, sforzi respiratori da moderati a gravi fino a sincopi, cianosi e dispnea.

Il secondo test è la valutazione della stenosi delle narici; anche in questo caso abbiamo quattro gradi a seconda della gravità. Si passa dal grado con narici aperte a quello con narici mediamente, moderatamente e infine gravemente stenotiche. Il 66,7% dei bulldog francesi, il 58% dei carlini e il 41% dei bulldog inglesi testati hanno narici stenotiche.

Soggetti con narici stenotiche hanno una probabilità 6 volte maggiore di essere affetti da Baos.

Il terzo test è la valutazione della condizione corporea attraverso il Body Conditional score, che indica come i più predisposti alla Baos siano i soggetti da moderatamente a gravemente obesi. I primi risultati indicano che il 67% dei carlini testati è obeso.

Oltre all'obesità e alle narici stenotiche, un altro elemento predisponente è l'appartenenza al sesso maschile.

Il quarto ed ultimo test, il Whole-Body Barometric Plethysmography (WBBP), è un test non invasivo e oggettivo, in cui il soggetto viene messo in una gabbia di plexiglass per circa 20 minuti, durante i quali vengono registrati 20 atti respiratori consecutivi a riposo.

Dall'analisi degli atti respiratori si ottengono dei parametri specifici e un tracciato respiratorio caratteristico che riflette le differenze anatomiche del cranio di ogni razza.

L'analisi statistica dei parametri respiratori consente di avere un valore percentuale (baox index) che confrontato con il valore di riferimento (cut-off) delle propria razza indica se il soggetto sia affetto da baos.

L'equipe dell'Università di Cambridge ha recentemente pubblicato uno studio nel quale il 60% dei carlini, il 46% dei bulldog francesi e il 40% dei bulldog inglesi sono affetti da Baos.

L'obbiettivo finale di questo screening, che coinvolge sempre più soggetti delle razze brachicefale, è individuare possibili associazioni tra funzioni respiratorie, dimensioni del cranio e MARKER GENETICI.

Il prestigioso Bulldog Breed Council, valutando l'importanza della sindrome, ha inserito nel proprio Health Certificate, l'attestato di partecipazione ai test di diagnosi Baos dell'Università di Cambridge.

Per l'ottenimento della medaglia d'oro sul certificato, massima qualifica di salute per la razza, i soggetti devono essere stati riconosciuti di grado 0 o 1.

Dr. Bruno Zizioli (Medico Veterinario)

 

4- Sviluppo Comportamentale nel Bulldog inglese

Il comportamento del cane è frutto di un'interazione tra il genotipo (patrimonio genetico ereditato) e l'effetto che l'ambiente ha su quest'ultimo e, considerato che l'apporto genetico sul comportamento si assesta intorno al 20%, è facilmente comprensibile quanto siano determinanti le condizioni ambientali nel quale l'animale vive.

Le esperienze che un cucciolo di bulldog vive nel periodo dello sviluppo hanno un effetto di lunga durata sul carattere e sul comportamento da adulto, pertanto è assolutamente indispensabile comprendere le modalità di uno sviluppo normale per prevenire ed evitare futuri problemi comportamentali.

Il punto di partenza di quest'analisi mette in evidenza che il sistema nervoso centrale di un animale sviluppa le sue funzioni geneticamente predeterminate solo se esposto ad adeguati stimoli ambientali, specialmente nei primi stadi di vita.

Qualora questa condizione non si verifichi, il bulldog può avere un'anormale percezione sensoriale, cioè non essere in grado di percepire gli stimoli ai quali non è stato sottoposto durante i primi stadi di vita. Un ambiente restrittivo nel primo periodo della sua vita si può anche tradurre in un carattere emotivamente instabile con incapacità ad imparare e ad essere addestrato, ragion per cui il cucciolo deve essere sottoposto da subito ad un ambiente stimolante. E' importante, inoltre, che l'ambiente in cui il bulldog vive da cucciolo resti il medesimo e sia a lui riconoscibile per evitare di creare situazioni di frustrazione e di stress.

Alcune situazioni di stress, come la manipolazione, nel periodo neonatale di un cane possono accelerare il processo di accrescimento, ridurre l'emotività, aumentare lo status sociale e facilitare la resistenza ad alcune malattie. Sin dai primi giorni di vita è consigliato maneggiare il cucciolo, anche per il fatto che questa operazione limiti il livello di stress e faciliti la socializzazione. Luci ad intermittenza e rumori possono essere utilizzati per creare situazioni di basso stress. Se fatti sin dai primissimi giorni di vita, nel momento in cui si sviluppa l' asse ipotalamo-ipofisario, si ottiene una reazione comportamentale e psicologica ridotta nei confronti delle stress cronico e quindi una riduzione di emotività nel soggetto adulto.

E' documentato che esistano dei “periodi sensibili” nello sviluppo comportamentale del cane. Ci sono fasi di crescita in cui alcune esperienze sono necessarie per raggiungere uno sviluppo normale. La mancanza di esperienze durante questi periodi può avere degli effetti irreversibili di lunga durata. Per esempio, tra la 4a e 12a settimana di vita, un cucciolo impara a riconoscere il “partner sociale”. Nel lupo, per esempio, questo viene individuato nei lupi e nei cuccioli; nel cane, invece sono inclusi l'uomo e gli altri cani, adulti e cuccioli. E' proprio durante questo periodo che il cervello sviluppa una sorta di filtro nella corteccia visiva che permette al bulldog di individuare i propri partner sociali. Dopo le 12 settimane è complicato modificare questo sistema di identificazione e il cucciolo non imparerà (o lo farà con estrema difficoltà) ad accettare come partner sociali specie a lui sconosciute.

Il riconoscimento di periodi critici nello sviluppo comportamentale canino può essere considerato una delle più grandi scoperte sui cani. L'ambiente nel quale il cucciolo vive durante i suoi primi stadi di vita, può influenzare l'emotività, il carattere, la socializzazione, la fiducia e la capacità di imparare del bulldog stesso. Interventi tempestivi sull'ambiente in cui il cane vive possono far sì che il cane sia più adattabile, più sano emotivamente e fisicamente. Il periodo di sviluppo del bulldog varia perché i periodi sensibili non hanno un inizio e una fine precise. Lo sviluppo dei cuccioli è tuttavia stato diviso in periodi secondo il seguente schema:

Periodo fetale: fino alla nascita

Periodo neonatale: da 0 a 10 giorni

Periodo di transizione: da 11 a 21 giorni

Periodo di socializzazione: da 3 a 12 (o 14) settimane

Periodo della paura: tra l'8 e la 10 settimana

Periodo giovanile: da 3 mesi alla pubertà

Secondo periodo di paura: 3 settimane tra il 4 e l'11 mese

Periodo adolescenziale: dalla pubertà alla maturità

PERIODO FETALE

Lo sviluppo del sistema nervoso del cane inizia durante la gestazione e il feto presenta, prima della nascita, capacità sensoriali, in particolare una sensibilità tattile, una capacità gustativa e una capacità olfattiva.

Poco prima del parto, il feto maschile produce un'esplosione di testosterone che ha un effetto di mascolinizzazione del cervello. La mascolinizzazione ha effetto sul comportamento tipico maschile come il desiderio di marcare il territorio, l'istinto di avvertire aggressione verso altri maschi e l'espressione di un comportamento sessuale tipicamente maschile. Per tale predisposizione irreversibile del cervello fetale maschile, la castrazione nel soggetto adulto risulta solitamente efficace nella riduzione dei comportamenti tipici ma non li elimina del tutto.

.PERIODO NEONATALE (0 -10 GIORNI)

Un cucciolo nasce sia cieco che sordo ma è capace di emettere piagnucolii per attirare l'attenzione della madre. I cuccioli vocalizzano se viene fatto loro male, se hanno freddo se sono in condizioni non confortevoli o lontani dalla mamma e dal resto della cucciolata. Il bulldog nasce con il senso di equilibrio, gusto, olfatto, tatto. Fino a 3 settimane il cucciolo non urina e defeca spontaneamente e queste azioni dipendono dalla stimolazioni (leccamento) della madre. Il sistema nervoso è scarsamente sviluppato; per i primi 3 giorni ha una “dominanza flessoria” (si inarca se preso in mano per la testa) e dal 4° al 21° giorno ha una “dominanza estensoria” (si estende quando preso in mano). Sebbene i cuccioli dipendano dalla madre per la termoregolazione, nascono con il senso del calore e si avvicinano di preferenza ad un oggetto caldo.

L'attività principale dei cuccioli è rappresentata dal sonno. Il tempo di veglia è quasi completamente occupato dalle poppate che si presentano con cicli regolari e sono sincronizzate per tutta la cucciolata. I piccoli istintivamente si tendono, attraverso un termotattismo positivo, verso la madre in modo da avvicinarsi alle mammelle. Dal 2°/3° giorno il cucciolo può avanzare lentamente muovendo la testa da una parte all'altra usando il naso come strumento sensoriale di esplorazione. Tutti i comportamenti del cucciolo sono fatti per poter tornare nel gruppo cucciolata e arrivare alla mammella.

Sin da questo periodo iniziale i contatti umani e la manipolazione sono importanti fattori nell'arricchimento ambientale e nella riduzione dello stress. Una modalità per ridurre lo stress è togliere il cucciolo dal suo gruppo per 30 secondi e lasciarlo solo su una superficie piatta e calda.

PERIODO DI TRANSIZIONE (11 – 21 GIORNI)

Nel periodo di transizione, i cuccioli nati prematuramente si mettono al pari dei cuccioli nati in stadi successivi di sviluppo. In questa fase i cuccioli cominciano a sviluppare i propri sensi e ad avere controllo sulla termoregolazione; al termine di questo periodo, diventano invece capaci di evacuare spontaneamente. Da questo momento i cuccioli devono poter evacuare liberamente, spostandosi all'interno di una cassa parto sufficientemente ampia che preveda una zona pulita per il riposo e una per le deiezioni. I cuccioli a cui viene impedita questa modalità diventano addirittura incapaci a non “sporcare” in casa.

Lo sviluppo visivo e uditivo rende il cucciolo più reattivo agli stimoli ambientali, quindi, per un corretto sviluppo neurologico, in questa fase è importante che il cucciolo familiarizzi con vari stimoli sensoriali, visivi e uditivi. Questo può essere fatto attraverso la manipolazione e mettendo il cucciolo per brevi intervalli in un luogo con vari giocattoli, per esempio con tunnel, stracci, bottiglie di plastica vuote (l'ideale sarebbe cambiare i giochi ogni 2 o 3 giorni per mantenere vivo l'interesse dei cuccioli) e permettendogli di udire rumori di ogni genere (molto utile lasciare una radio accesa). I cuccioli cominciano anche a giocare/litigare e sono particolarmente ricettivi, soprattutto attraverso rinforzi positivi.

PERIODO DI SOCIALIZZAZIONE

Il periodo di socializzazione è stato suddiviso in un periodo di socializzazione primaria, normalmente nei confronti di cani della stessa razza e socializzazione secondaria, rivolta ad altre specie, uomo compreso. Il gioco sociale è l'aspetto comportamentale più importante di questo periodo. Durante il periodo di socializzazione primaria, un cucciolo impara ad interagire in modo adeguato con gli altri cuccioli, a leggere il linguaggio corporeo canino, a non mordere e a stare in un gruppo sociale.

Durante il secondo periodo di socializzazione il cucciolo impara a prevedere le azioni degli altri membri di altre specie e ad interagire con essi in modo adeguato e positivo.

Un cucciolo tolto in anticipo dalla cucciolata e cresciuto dall'uomo crea relazioni primarie con le persone. Se questo isolamento dalla specie di appartenenza continua dopo la 12a settimana, il cucciolo potrebbe diventare pauroso ma non aggressivo nei confronti degli altri cani. D'altro canto, se il cucciolo non è socializzato dagli uomini durante il secondo periodo di socializzazione, potrebbe altresì essere un cane pauroso e potrebbe diventare aggressivo nei confronti delle persone.

Durante il periodo di socializzazione, ogni sforzo dovrebbe essere volto alla socializzazione del cucciolo e all'esposizione del maggior numero possibile di cose da vedere, suoni da udire e altre esperienze sensoriali da sperimentare. Le diversità sensoriali sono molto importanti per assicurare al cucciolo uno sviluppo neurologico ed emotivo normale. Ecco perché nel luogo in cui vive il cucciolo dovrebbero esserci diversi oggetti stimolanti a garanzia di un'esperienza sensoriale complessa. Dovrebbero esserci oggetti che fanno rumore, oggetti appesi, luci ecc.

Il cucciolo in questo momento della sua vita può apprendere facilmente dalle esperienze positive e, in particolare dall'8a settimana, anche dalle esperienze negative. Il cucciolo dovrebbe essere educato con tecniche di addestramento positivo, in modo da imparare che il suo comportamento può avere conseguenze nell'ambiente. L'addestramento (insegnamento) fatto in questo periodo agevola l'addestramento eseguito in stadi più avanzati di vita del cane.

PERIODO DELLA PAURA (8/10 SETTIMANE O PIU')

Inizia a 8 settimane di vita anche se l'età sembra variare molto dal soggetto e dalla razza. Qualsiasi esperienza negativa è da evitare in questo periodo in quanto potrebbe avere effetti di lunga durata sull'emotività, sull'ansia, sulla paura, sull'iperattività, sulla reattività e sulla predisposizione all'aggressione. I cani che hanno avuto esperienze negative in questo periodo spesso non possono essere “riabilitati”. Alcuni cani che sono predisposti geneticamente alla paura potrebbero cominciare a manifestare paura in questo periodo anche in assenza di eventi traumatici. L'allevatore non dovrebbe mai consegnare i cuccioli ai futuri proprietari, in questa fase.

PERIODO GIOVANILE (DAI 3 MESI ALLA PUBERTA')

Il periodo giovanile è un periodo di rapida crescita e di incremento nelle attività svolte dai cani, nell'eccitabilità e nell'indipendenza. Questo è un periodo difficile per il proprietario del cane in particolar modo se il cane non è ancora stato “addestrato”. Un addestramento precoce facilita questo stadio di sviluppo. In questa fase l'apprendimento è molto alto per cui il proprietario deve impegnarsi molto nell'educazione del soggetto.

La dominanza comincia ora a svilupparsi tra i cuccioli. A seconda della caratteristiche della razza, questo ordine sociale può essere più rigido o più flessibile. In alcune razze, lo stato sociale dipende dal sesso, con i maschi dominanti sulle femmine, per mia esperienza, spesso nel bulldog questo non avviene. Il periodo giovanile termina con la maturità sessuale, tra i 7 e i 14 mesi di età, a seconda del soggetto. Il raggiungimento della maturità sessuale non implica tuttavia la maturità sociale.

ULTERIORE PERIODO DELLA PAURA (della durata di 3 settimane da 4/11 mesi )

Durante il periodo giovanile i cani possono attraversare uno o più periodi di paura della durata di 2/3 settimane ciascuno, nel corso delle quali il cane è più facilmente spaventabile e acquisisce esperienza in particolar modo dalle situazioni negative.

Alcuni allevatori hanno constatato che i cani, durante il periodo giovanile e adolescenziale, attraversano diversi stadi di paura durante i quali i cani possono essere spaventati anche da cose familiari e banali. Per esempio, un cane che, più volte a settimana, incontra i bidoni della spazzatura durante la passeggiata, potrebbe esserne d'improvviso spaventato, non volendosi avvicinare e cominciando ad abbaiare. Questo comportamento non deve intimorire il padrone, perché è facilmente risolvibile, per esempio rendendo la situazione piacevole, offrendo del cibo o giocando con il cane, insegnandogli un atteggiamento alternativo, premiandolo, esponendolo alla situazione critica con moderazione e ricompensandolo con situazioni di relax. Un cane normale riesce in breve tempo a superare le paure seguendo questo iter di azioni. Tecniche di addestramento avversive, punizioni e altre esperienze traumatiche potrebbero avere conseguenze di lunga durata sull'aggressività, sulla paura e sull'emotività, ragion per cui andrebbero evitate.

PERIODO ADOLESCENZIALE

Questo periodo comincia con la pubertà e si conclude con la piena maturità. Se paragonati ai lupi, i cani non raggiungono mai la piena maturità sociale e, anche in età adulta hanno atteggiamenti da cuccioli. Il grado di maturità sociale varia a seconda della razza. I cani che rimangono socialmente più immaturi sono quelli meno predatori, più giocherelloni e che necessitano maggiormente di contatto fisico, come il nostro bulldog.

PREVENZIONE

Come detto, garantire al cucciolo un ambiente stimolante sin da subito previene problemi comportamentali, riduce atteggiamenti aggressivi e la paura. Benefico anche il fatto di esporre i cuccioli a piccoli stress nei primissimi giorni di vita.

L'allevatore deve sapere che i cuccioli non devono fare viaggi in auto o essere portati a casa altrui almeno fino a prima di essere consegnati, cioè al termine del primo periodo della paura (circa 10a settimana)

Considerato che i cani sono parte della società umana, la socializzazione con gli uomini è fondamentale. Questo include la socializzazione con persone di entrambi i sessi, persone con disabilità fisiche e soprattutto bambini. In particolar modo le famiglie che intendono avere dei figli devono esporre i cuccioli a dei neonati, facendoli annusare o sentire i loro pianti.

Anche i bambini devono essere educati ad interagire in modo corretto con i cuccioli. Naturalmente un cane può non apprezzare tutto ciò che il bambino propone o vuole il cane faccia e alcuni cani possono mostrare una certa aggressività se infastiditi o resi troppo eccitati dai bambini.

Un cucciolo morsica e mastica tutto ciò che trova. E' quindi importante rimuovere tutti gli oggetti che non deve morsicare e fornire invece dei giochi da masticare interessanti. I cuccioli possono giocare in modo violento e imparano a inibire il morso dal gioco con i propri fratelli: se un cucciolo gioca in modo troppo violento i suoi fratelli non giocheranno con lui e si allontaneranno. Anche qualora il cucciolo tenda a voler morsicare le persone, le stesse devono allontanarsi e ignorare il cucciolo, senza rimproverarlo.

Il cucciolo deve essere educato attraverso delle regole che devono essere mantenute costanti e ripetute nel tempo da parte di tutti coloro che interagiscono con lui, in caso contrario il piccolo sarà frustrato e confuso. Premiate il cucciolo per i suoi comportamenti positivi e ignoratelo per quelli negativi; anche per diminuire la condizione di stress nelle situazioni di paura date lui un piccolo premio.

Ricordiamoci comunque che all'interno di una stessa cucciolata i singoli soggetti, pur allevati in condizioni ambientali identiche, avranno reazioni differenti, in relazione al loro diverso patrimonio genetico e quindi alla diversa maniera di "vivere" le esperienze.

Nell'allevamento del cucciolo di bulldog fondamentale è l'aspetto della salute e il controllo delle patologie infettive, da ottenere senza che il piccolo stia i primi tre mesi di vita segregato sotto una campana di vetro. Altrettanto importante è la socializzazione del cucciolo, perché da essa dipende la costruzione di relazioni equilibrate e durature con altri cani e con l'uomo.

Facciamo crescere cuccioli sani e socializzati.

Dr. Bruno Zizioli (Medico Veterinario, ZIZIBULL Kennel )